L’Europa, oggi, si trova in una condizione molto simile a quella dell’Italia 150 anni fa: alcuni, un’élite, erano portatori di una forte idea di identità nazionale, tutti gli altri no.

Sarebbe venuta col tempo, con la storia e con i media, a poco a poco. Donald Sassoon non è però disposto a scommettere che ciò avverrà per il nostro continente. Anzi tende piuttosto, con dispiacere aggiunge, allo scetticismo. E non perché sia inglese, quindi di un Paese per tradizione euroscettico. L’autore di quel saggio affascinante, documentatissimo e mastodontico che è La cultura deli europei (Rizzoli) ha insegnato anche in Italia, dove peraltro ha vissuto fino ai 17 anni. È appena uscito sempre per Rizzoli un nuovo lavoro sul fascismo, Nascita di una dittatura. È il prototipo del nuovo cittadino europeo.
Professor Sassoon, nel suo ormai celebre studio La cultura deli europei analizza i fattori di integrazione e quelli di disgregazione. Ritiene che stiano prevalendo questi ultimi?
«L’Europa è un continente sui generis, che per esempio non ha mai avuto frontiere certe, accettate da tutti. Lo stesso suo centro ha vagato solitamente nella parte occidentale, e mai nessuno è riuscito a dominarla tutta intera. È un continente storicamente diviso, dove il fattore di disgregazione è stato sempre molto alto. Quello di integrazione è cominciato solo dopo più d’un secolo di guerre terribili»….citeste mai mult.



Bucuresti / Baneasa
8 Septembrie 2010
De prin ziare, Revista presei